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Pubblicato 1 giorno fa

Zuppe tipiche siciliane: quali sono e come prepararle

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La tradizione gastronomica siciliana viene spesso identificata nel mondo attraverso lo street food dorato della frittura o la sontuosa pasticceria barocca, eppure esiste un’anima più profonda e arcaica che risiede nel calore dei tegami di terracotta.

Le zuppe siciliane rappresentano il cuore pulsante della cucina povera, un ricettario rurale nato dalla necessità di sfamare famiglie numerose con i frutti della terra e del mare, nobilitando ingredienti semplici attraverso cotture lente e sapienti accostamenti di aromi. Una delle regine indiscusse della tavola invernale è la zuppa di fave fresche, meglio conosciuta come macco di fave.

Questa pietanza affonda le sue radici nell’antica Grecia e consiste in una crema densa e vellutata ottenuta dalla prolungata bollitura delle fave secche decorticate, che si sfaldano fino a diventare quasi un purè. Il segreto della preparazione risiede nell'aggiunta del finocchietto selvatico, che conferisce un profumo pungente e inconfondibile, e in un giro d'olio extravergine d'oliva versato a crudo poco prima di servire. Spesso il macco viene arricchito con della pasta corta o lasciato riposare fino a diventare solido, per poi essere tagliato a fette e fritto il giorno successivo, trasformandosi in una prelibatezza croccante.

Zuppa di pesce o di lenticchie: la Sicilia non si fa mancare nulla

Spostandoci verso le zone costiere, la prospettiva cambia radicalmente per abbracciare i sapori del Mediterraneo con la zuppa di pesce alla trapanese o alla siracusana. A differenza dei brodi leggeri del nord, la versione siciliana è robusta, spesso caratterizzata da una base di pomodoro fresco, aglio, prezzemolo e una spruzzata di peperoncino. La preparazione richiede una meticolosa selezione di pesci da scoglio, molluschi e crostacei, che vengono aggiunti nel tegame in ordine di tempo di cottura per preservarne le consistenze. Fondamentale è il servizio su fette di pane casereccio abbrustolito, preferibilmente strofinato con uno spicchio d'aglio, che assorbe il liquido saporito creando un connubio perfetto tra la sapidità del mare e la fragranza del grano duro.

Un altro pilastro della cucina contadina è la zuppa di lenticchie di Ustica o di Villalba, varietà pregiate che non necessitano di lunghi ammolli. In Sicilia, queste lenticchie vengono cucinate "all'uovo" o con l'aggiunta di verdure amare come le bietole selvatiche, creando un contrasto di sapori molto apprezzato. La preparazione inizia solitamente con un soffritto leggero di sedano, carota e cipolla, a cui si aggiunge qualche pomodorino per dare colore. La cottura deve avvenire rigorosamente a fuoco dolce, permettendo ai legumi di assorbire i profumi delle erbe mediterranee come l'alloro. Questa zuppa non è solo un pasto nutriente, ma un vero rito familiare che scalda le fredde serate dell'entroterra isolano.

Conosci la minestra di tenerumi? Un piatto da provare in estate

Non si può parlare di zuppe siciliane senza menzionare la minestra di tenerumi, una specialità prettamente estiva che utilizza i germogli e le foglie tenere della zucchina lunga siciliana. Sebbene possa sembrare insolito consumare una zuppa calda sotto il sole di agosto, i siciliani sanno che i tenerumi hanno proprietà rinfrescanti e depurative. La ricetta prevede di sbollentare le foglie insieme a cubetti di zucchina e pomodoro pelato, unendo poi degli spaghetti spezzati a mano. Il risultato è una zuppa leggera, quasi vellutata, che viene tradizionalmente completata con una spolverata di caciocavallo ragusano o di ricotta salata per aggiungere una nota decisa e sapida al piatto. Infine, merita una citazione la zuppa di ceci e castagne, tipica delle zone montuose delle Madonie e dei Nebrodi.

Qui la cucina si fa più montana e boschiva, unendo la cremosità dei ceci alla dolcezza farinosa delle castagne secche. La preparazione richiede pazienza, poiché entrambi gli ingredienti necessitano di una lunga idratazione prima della cottura. Viene spesso profumata con un rametto di rosmarino e servita con un filo d'olio nuovo, rappresentando la sintesi perfetta tra la terra coltivata e il bosco selvaggio, in un equilibrio di sapori che racconta una Sicilia diversa, fatta di vette innevate e antiche foreste.

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