Esplorare il mondo degli ortaggi attraverso l'ordine alfabetico offre una prospettiva affascinante e sorprendentemente varia su ciò che portiamo quotidianamente a tavola.
Questa panoramica parte dalle prime lettere dell'alfabeto, dove incontriamo l'aglio, fondamentale insaporitore dalla storia millenaria e noto per le sue proprietà antibatteriche, affiancato dall'agretto, conosciuto anche come barba di frate, una verdura tipica della primavera dal sapore piacevolmente acidulo. Proseguendo verso la lettera B, il panorama si arricchisce con la bietola, ricca di ferro e versatile in cucina, le bietole da costa e le barbabietole, radici dal colore rosso intenso e dal gusto dolciastro.
Avanzando incontriamo la carota, regina dei carotenoidi e pilastro di soffritti e insalate, seguita dal carciofo, fiore commestibile apprezzato per il suo gusto amaro e le proprietà depurative per il fegato. Non si possono dimenticare il cavolo nelle sue infinite varianti, dal cavolo cappuccio al cavolo nero ideale per le minestre invernali, né i broccoli, il cavolfiore e i cavolini di Bruxelles. Più avanti compaiono la cicoria, celebre per la sua nota amara che stimola la digestione, la cipolla, immancabile base di quasi ogni ricetta della tradizione culinaria, e la cetriola o cetriolo, ortaggio rinfrescante per eccellenza composto prevalentemente d’acqua.
Dalla D alla L: l’elenco diventa sempre più lungo
Continuando il percorso attraverso l'alfabeto dalla lettera D alla Z, il panorama degli ortaggi si amplia ulteriormente, rivelando una straordinaria ricchezza di radici, tuberi, foglie e baccelli che arricchiscono le tavole di tutto il mondo. La lettera D si apre con ingredienti affascinanti come il daikon, una radice bianca d'origine asiatica dal sapore croccante e piccante, affiancata dal tarassaco o dente di leone, erba spontanea dalle spiccate proprietà depurative. A seguire, la lettera E introduce l'edamame, ossia i baccelli di soia acerbi tipici della cucina orientale, insieme all'endivia o indivia, celebre per il suo gusto piacevolmente amarognolo, e all'erba cipollina, aromatica indispensabile per donare una freschezza pungente alle preparazioni. Proseguendo con la F incontriamo i fagiolini, che a dispetto della classificazione botanica si consumano come veri e propri ortaggi da baccello, affiancati dalle fave fresche e dal finocchio, croccante e rinomato per le sue virtù digestive.
Spazio poi alla G con i teneri germogli di bambù e di soia, oltre all'gombo o okra, elemento chiave di molti stufati per la sua consistenza unica. Le lettere centrali dell'alfabeto regalano un'ulteriore esplosione di varietà: la I si distingue con l'indivia belga e la riccia, mentre la K introduce il kale o cavolo riccio, grande protagonista della cucina contemporanea, insieme al kohlrabi o cavolo rapa. Con la L spiccano il lampascione, bulbo amaro tipico del Sud Italia, e la vastissima famiglia delle lattughe, base irrinunciabile di ogni insalata.
Andare in fondo fino alla zeta: un lungo percorso fino alla zucca
Avanzando verso la M e la O troviamo il mais dolce, la versatilità della melanzana e la delicatezza delle foglie d'ortica sbollentate. La P rappresenta un vero e proprio pilastro per la cucina: comprende il pak choi o cavolo cinese, la pastinaca dalla radice dolciastra, e tuberi fondamentali come la patata e la patata dolce. Non mancano i peperoni e peperoncini, ricchi di colore e vitamina C, i piselli con le loro taccole, il pomodoro, il porro e le croccanti puntarelle romane. La parte finale dell'alfabeto non è da meno in quanto a gusto e biodiversità. La R vanta il radicchio nelle sue pregiate varianti cromatiche, il rafano dalla forza balsamica, le rape, i ravanelli e la rucola dal gusto pepato. Con la S si incontrano lo scalogno, la scorzonera, il sedano sia da costa sia nella variante sedano rapa, il tenero songino e gli spinaci. In chiusura, la T regala la delicatezza del topinambur dal sapore di carciofo e il tomatillo messicano, la V si manifesta nella robustezza del cavolo verza, per poi concludere in bellezza con la Z, dove la dolcezza autunnale della zucca e la freschezza estiva della zucchina chiudono idealmente questo ricco viaggio botanico e gastronomico.