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Pubblicato 14 giorni fa

Come togliere l'amaro dal radicchio: i nostri consigli

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Il radicchio è uno dei prodotti più apprezzati della tradizione orticola, celebre per la sua croccantezza, per il colore vivace delle sue foglie e per quel profilo aromatico inconfondibile in cui domina una nota amarognola.

Questa caratteristica chimica è dovuta alla presenza di composti naturali preziosi per l'organismo, come le sostanze fenoliche e le molecole amare che stimolano la digestione e la funzionalità epatica. Tuttavia, non tutti i palati gradiscono un'amarezza troppo accentuata. Esistono diverse tecniche di preparazione e abbinamenti gastronomici che consentono di attenuare o smussare questa nota pungente, rendendo il radicchio delicato e gradevole anche per chi preferisce sapori più morbidi e avvolgenti.

La prima strategia per ridurre l'amaro risiede nella fase di pulizia e lavaggio dei cespi. Il freddo è un alleato fondamentale in questo processo: una volta tagliato il radicchio a strisce o sfogliato, è consigliabile immergerlo in una ciotola di acqua molto fredda, magari lasciando galleggiare dei cubetti di ghiaccio, per una mezz'ora abbondante. L'acqua fredda aiuta a dissolvere e diluire una parte delle sostanze responsabili dell'amarezza che fuoriescono dalle fibre tagliate, regalando al contempo una straordinaria croccantezza alle foglie.

Un altro piccolo trucco consiste nell'aggiungere all'acqua di ammollo un cucchiaio di succo di limone oppure un goccio di aceto di mele, in quanto l'acidità contribuisce a neutralizzare la percezione amara sulle papille gustative. Inoltre, va ricordato che gran parte dell'amaro si concentra nella parte bianca centrale e nel fittone basale del cespo, per cui un'asportazione generosa delle parti più coriacee e venose permette di eliminare alla radice una quota consistente di nota amara.

Sfruttare la cottura per modificare il sapore del radicchio

Se l'ammollo è perfetto per le preparazioni da consumare a crudo, le tecniche di cottura offrono ulteriori possibilità di trasformazione del sapore. Durante la cottura, la temperatura elevata tende a caramellare gli zuccheri naturali presenti nella pianta, bilanciando l'amaro e donando sfumature dolciastre e complessità aromatica. Per una sbollentatura preventiva, è possibile passare il radicchio tagliato in acqua bollente leggermente salata e acidulata con limone o aceto per un paio di minuti, prima di scolarlo bene e proseguire con la ricetta definitiva.

Se si sceglie di cucinarlo direttamente in padella, è molto efficace stufarlo a fuoco dolce aggiungendo un pizzico di zucchero di canna, un filo di miele oppure una spruzzata di aceto balsamico verso la fine della cottura; quest'ultimo, in particolare, grazie alla sua acidità zuccherina e alla concentrazione degli aromi, crea un contrasto perfetto con il gusto originale dell'ortaggio. Oltre alle tecniche fisiche e termiche, l'arte dell'abbinamento in cucina rappresenta lo strumento più raffinato per armonizzare l'amaro del radicchio.

L'inserimento di ingredienti grassi o cremosi stende un velo protettivo sul palato, riducendo l'intensità della percezione amara. Inserire il radicchio in un risotto mantecato con abbondante burro e parmigiano reggiano, oppure associarlo a formaggi dolci e fondenti come la fontina, il taleggio o il gorgonzola dolce, permette di bilanciare le spigolosità del sapore creando un amalgama cremoso e rotondo. Allo stesso modo, l'accostamento con la frutta fresca o secca regala contrasti piacevolissimi: noci, nocciole tostate, fette di pera succosa, chicchi di melagrana o arance a vivo trasformano l'amaro in una nota di fondo elegante all'interno di un'insalata complessa e bilanciata.

Andare alla ricerca delle varietà più dolci: seleziona con criterio il radicchio

Infine, gioca un ruolo cruciale la scelta della varietà di radicchio al momento dell'acquisto. Non tutti i radicchi presentano infatti la stessa intensità di amaro. Il radicchio rosso di Treviso tardivo, ad esempio, con la sua inconfondibile forma a sciabola e la costa bianca croccante, è rinomato per un gusto piacevolmente dolce e solo sfumato d'amaro, grazie al lungo e paziente processo di imbiancamento in acqua risorgiva a cui viene sottoposto.

Al contrario, il radicchio di Chioggia o il radicchio di Verona mostrano una nota amara decisamente più spiccata e decisa, che richiede maggiore attenzione nella preparazione se si desidera un risultato più delicato. Imparare a conoscere la varietà corretta e applicare i giusti passaggi di ammollo, cottura e abbinamento consente di trasformare un ingrediente talvolta ostico in un vero e proprio protagonista della tavola.

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Contorni freschi

Radicchio rosso

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MIX AL RADICCHIO ROSSO

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RADICCHIO VARIEGATO DI CASTELFRANCO I.G.P.

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Grigliata di radicchio rosso di treviso I.G.P

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