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Pubblicato 1 anno fa

Estratti di frutta e verdura: benefici e consigli utili

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Arancia, avocado e kiwi. Ma anche finocchio, limone o melagrana. Sono diversi gli ingredienti con i quali preparare estratti. Tanta bontà ma soprattutto molti benefici negli estratti di frutta e verdura… e qualche consiglio.

Un estratto è il succo ottenuto attraverso un processo di estrazione per pressione: solo con lo schiacciamento di un frutto o di un ortaggio si ottiene il risultato finale. È un metodo molto efficace per estrarre tutti i principi nutritivi in modo rapido e semplice, ottenendo così un vero e proprio “cibo fluido” capace, con poco dispendio di energia digestiva, di nutrire e rigenerare. L’inventore dell’estratto fu il medico Max Gerson, che negli anni Trenta creò un protocollo clinico basato sul consumo di queste bevande come terapia coadiuvante per patologie come il cancro, il diabete e altre malattie autoimmuni. Gerson capì infatti che con una forte pressione sulla frutta e la verdura si poteva ottenere un concentrato di complessi vitaminici, capace di nutrire in maniera ottimale il corpo senza sforzi del malato e assicurando l’assimilazione di nutrienti vitali che l’organismo debilitato riceve e trasforma con difficoltà.

Grazie alla presenza di un’ampia gamma di nutrienti, che vanno dagli amminoacidi ai sali minerali, passando per enzimi e vitamine, gli estratti di frutta e verdura sono rigeneratori del corpo umano: rinvigoriscono le cellule, danno luminosità alla pelle, proteggono gli organi, riattivano l'intestino pigro, forniscono energia aerobica e proteggono da sintomi influenzali come febbre, mal di gola, tonsillite. 

Una regola base per poter godere appieno di tutti questi benefici è che l’estrazione sia effettuata nel modo corretto, utilizzando estrattori capaci di mantenerne attive le preziose proprietà di frutta e verdura. Gli estratti sono facili da digerire e il loro abituale consumo può aiutarti a regolarizzare l’intestino; inoltre sono adatti a ogni età perché, non richiedendo masticazione, possono essere assunti sia dai bambini a partire dai sei mesi, sia dagli anziani con problemi di dentizione.

Estratti di frutta e verdura, benefici e consigli

Bere estratti di frutta e verdura è importante perché consente di consumare grandi quantità di nutrienti evitando la fibra che, seppure utilissima e necessaria per la pulizia e la salute dell’intestino, non ha valore nutritivo. La presenza della fibra rende la digestione lunga e laboriosa, il succo estratto invece è digerito quasi istantaneamente mettendo a disposizione dell’organismo, in brevissimo tempo, tutte le sostanze nutritive. Un altro vantaggio è dato dal fatto che eventuali pesticidi restano all’interno della fibra: in tal modo qualora l’ortaggio o il frutto scelto non fossero di provenienza da agricoltura biologica, il succo estratto sarebbe comunque un succo “sano”. L’estrattore permette di ottenere un succo di frutta ma anche di verdura (comprese quelle a foglia verde) mantenendo inalterate le vitamine e i sali minerali contenuti in questi alimenti. Il lavoro fondamentale dell’estrattore è riuscire a ottenere il succo lavorando a velocità basse, “a freddo”, ovvero non alzando la temperatura del prodotto usato, cosa che invece fa la centrifuga. In base all’estratto che decidiamo di preparare, potremmo beneficiare di doti depurative, diuretiche, digestive, energetiche di ogni singolo ortaggio o frutta, con il vantaggio che possiamo variare ogni giorno assicurandoci così tanti nutrienti utili al nostro corpo. 

È meglio bere gli estratti lontano dai pasti perché potrebbero rallentare la digestione e aumentare la glicemia, ve li suggeriamo quindi come spuntini di metà mattina e pomeriggio oppure come colazione. 

Consigliamo di preparare gli estratti con frutta e verdura a temperatura ambiente e di consumarli al momento perché ossidano molto rapidamente: al contatto con l’aria le proprietà dei succhi estratti cominciano a dissolversi per il processo di ossidazione. Pensate che, ad esempio, nelle arance si perde il 50% della vitamina C entro 10-15 minuti di esposizione alla luce! Se volete preparare un estratto e poi conservarlo per 24/48 ore spremete al suo interno del succo di limone. Dovete poi usare dei barattoli o bottiglie sottovuoto in maniera tale che l’ossigeno venga eliminato e il succo non si ossidi. L’ultimo passaggio, ma non meno importante dei precedenti, è quello di porre il succo in frigo: questa semplice operazione permette di rallentare il processo ossidativo in quanto evita il contatto con calore e luce, che è responsabile della degradazione delle vitamine. Ma quanto dura il succo in frigo? 
Massimo 48 ore: andare oltre a questa tempistica non ha senso, anche perché se inizialmente riusciamo a rallentare con successo il processo ossidativo, che è irreversibile, superate le prime 24 ore c’è un decadimento rapido di tutti i principi nutritivi.

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